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Stogit

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Il Progetto Bordolano

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Il riutilizzo di giacimenti esauriti consente di non alterare lo stato dei luoghi e di conservare il gas nella stessa condizione di sicurezza con cui la natura lo ha tenuto per milioni di anni

Nel 2006 Stogit ha avviato un progetto per convertire il giacimento ormai esaurito di Bordolano in un sito per lo stoccaggio di gas metano.

Il giacimento a regime avrà una capacità di circa 1,2 miliardi di metri cubi di gas, di cui 400 milioni saranno disponibili già dall’inverno 2015 per le necessità energetiche del Paese.

L’area sulla quale si estenderà il nuovo impianto interessa una superficie di circa 90.000 metri quadri e si trova a una distanza dall’abitato del Comune di Bordolano maggiore rispetto all’a ttuale. Il vecchio impianto sarà smantellato e l’area ripristinata per altri usi. Nel nuovo sito sarà realizzata una centrale di compressione e trattamento del gas che potrà contare su 9 pozzi (2 esistenti e 7 di nuova realizzazione) e su un metanodotto di circa 2 km di collegamento alla rete Snam.

Lo stoccaggio nel sottosuolo del gas naturale in Pianura Padana risale agli anni ’60. Per contribuire a una maggiore sicurezza energetica del Paese, Stogit ha scelto di convertire a stoccaggio i giacimenti di gas in fase di esaurimento, in virtù delle loro caratteristiche minerarie e della loro garanzia di tenuta idraulica.

Lo stoccaggio può avvenire, infatti, solo in giacimenti con caratteristiche geologiche tali da consentire di stoccare il gas in tutta sicurezza. Nel caso di Bordolano, lo spessore della roccia di copertura del deposito è pari a circa 450 metri e costituisce una barriera impermeabile ideale in grado di intrappolare il gas nelle porosità del giacimento sottostante. Numerosi test preliminari di iniezione hanno confermato l’idoneità del giacimento di Bordolano alla riconversione a stoccaggio.

Il giacimento di Bordolano si trova alla profondità di circa 1.500 metri sotto il livello del mare e si estende per 12 km in un'area che attraversa i Comuni di Bordolano, Quinzano d’Oglio e Castelvisconti. La nuova centrale e le costruzioni utili al suo funzionamento riguarderanno, invece, il solo Comune di Bordolano.   
 

L’utilizzo di tecnologie d’avanguardia consentirà di ridurre al minimo l’impatto sul territorio. Per la perforazione dei nuovi pozzi saranno utilizzati impianti innovativi a bassissimo impatto acustico e visivo in grado di proteggere la falda acquifera da qualsiasi infiltrazione. Per le turbine a gas che azioneranno i compressori, in funzione prevalentemente nei mesi estivi, sarà utilizzato un combustibile pulito come il metano. È inoltre previsto un sistema di monitoraggio continuo delle emissioni (Monossido di Carbonio - CO e Ossidi di Azoto -NOx) per la verifica del rispetto dei limiti previsti della Regione Lombardia.

Le emissioni prodotte dagli impianti non altereranno la qualità dell’aria del territorio e l’i mpatto acustico sarà paragonabile a quello del traffico veicolare locale.

Nell'ottica di costante attenzione al territorio  e salvaguardia dell'ambiente che contraddistingue l'operatoi di Stogit, le aree occupate dalla nuova centrale e dai pozzi saranno contornate da specie arboree tipiche del luogo.

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Dopo essere stato condiviso con gli enti locali, il progetto è stato sottoposto all’i ter di autorizzazione nazionale e, in particolare, alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) da parte del ministero dell’Ambiente nel luglio 2008.

Nel giugno 2009 la Regione Lombardia, in accordo con la Provincia di Cremona e il Comune di Bordolano, ha espresso parere favorevole sulla compatibilità ambientale del progetto. Il 12/11/2009 è stato emanato il Decreto di Compatibilità Ambientale da parte del Ministero dell'Ambiente e di Tutela del Territorio e del Mare.

Nel corso del 2010, il progetto ha ricevuto il nulla osta di fattibilità da parte del Comitato Tecnico Regionale, che ne ha certificato la sicurezza.

L'intero impianto di stoccaggio si svilupperà all’esterno del Parco dell’Oglio e delle zone agricole di prima e seconda fascia di tutela. L’impianto, inoltre, sarà sottoposto a un processo di mitigazione e ripristino ambientale che prevede la posa di cespugli e di alberi che rendono meno visibili le strutture dall’esterno, oltre che di mascherature fonoassorbenti che riducono sensibilmente il rumore delle attività.

Il progetto di mitigazione e ripristino si avvale di quattro principali elementi:

• barriere acustiche e recinzioni

• creazione di rilevati a diversi livelli

• piantagioni a bosco fitto e a bosco rado

• spazi aperti, come prati e colture tipiche del luogo, di relazione con il contesto.

Saranno, infine, ripristinati qugli elementi vegetali lineari come siepi e filari un tempo presenti con grande frequenza nel paesaggio locale e oggi soggetti a una naturale, progressiva desertificazione.

Il punto informativo

Punto informativo Bordolano

Presso il Municipio di Bordolano è stato aperto un punto informativo dove i cittadini potranno conoscere e approfondire il “Progetto Bordolano”

FAQ

FAQ Bordolano

Le domande e le risposte sul "Progetto Bordolano" e sull'attività di stoccaggio del gas naturale.

 
Page Alert ultimo aggiornamento 11 gennaio 2012 - 13:08 CET